Demenze Senili

Si tratta di un gruppo eterogeneo di disturbi il cui sintomo principale è il progressivo decadimento mentale con tutte le sue conseguenze. ( demenza = senza mente). Esse vanno distinte dai disturbi psichici ad insorgenza spesso giovanile che hanno un inquadramento del tutto diverso e che hanno alla base, quasi sempre, un’alterazione della trasmissione delle informazioni tra i neuroni( cellula cerebrale) da addebitare al cattivo funzionamento dei neurotrasmettitori ( sostanze che veicolano le stesse tra un neurone e l’altro).

Le demenze invece cominciano a comparire, raramente, dopo i sessanta anni per raggiungere la loro massima incidenza dopo gli ottanta. Fino a quando il neurologo tedesco Aloysius Alzheimer non descrisse la malattia che porterà il suo nome, tutte le demenze senili venivano fatte risalire all’invecchiamento e in particolare ai deficit circolatori che per diversi fattori sono propri dell’età avanzata.

Allo stato attuale, pertanto, possiamo distinguere le demenze senili in demenze degenerative tipo Alzheimer( alterazioni dovute al deterioramento dell’organo- in questo caso il cervello ) e demenze circolatorie legate cioè ala riduzione della irrorazione sanguigna del cervello.

Oggi si calcola che in Italia gli anziani affetti da Alzheimer o patologie assimilabili siano più di mezzo milione, il quaranta per cento di tutte le demenze dagli 85 anni in su.

Con estrema sintesi ,nell’Alzheimer, il nostro cervello ( pare per una mutazione che colpisce alcuni geni) produce in modo esuberante una sostanza, il beta amiloide- ed altre – che si accumula come noduli infestanti tra i neuroni impedendone il funzionamento. La ricerca, a volte, dà speranze, a volte, tradisce; come per i tumori, d’altronde. Ma è legittimo perseverare. Ci sono test per decifrare e decrittare la matassa dei nostri pensieri nell’età del rischio e ci sono indagini sofisticate come la tomografia e la risonanza magnetica; ma la prevenzione, sempre se, in questa patologia, è lecito parlare di prevenzione, è, come ho detto più volte, negli stili di vita. Ricordatevi di un bel libro, del quotidiano, di una partita a carte e a chiacchiere, degli amici. I vari segni del deterioramento della memoria, distrazioni, ripetitività, dimenticare le cose fatte durante la giornata, lentezza mentale, scordarsi il nome i cose e oggetti, scordare la catena causa-effetto, azione-reazione, devono essere presenti in modo robusto e più di uno – almeno quattro, dicono – per poter dire che ci stiamo avviando verso il buio della mente. Niente allarme, quindi, ma neppure paura di consultare il medico.

Le demenze senili vascolari, l’altro grande gruppo di demenze, come dicevo, sono più prevenibili, ma non sempre, perché è fisiologico che l’età avanzata predisponga a vari deficit circolari in più distretti del nostro organismo. In caso di ischemie cerebrali transitorie e ripetute, di ipertensioni arteriose non ben controllate, di occlusioni carotidee, – le carotidi sono le arterie che riforniscono il cervello – si potranno avere sofferenze cerebrali a intermittenza e ridotta ossigenazioni che nel tempo porteranno a sostituzione di spazi cerebrali con tessuto inerte o atrofia della corteccia; il risultato saranno, dunque, le demenze. In questo caso, attenzione al peso, al diabete, al colesterolo, al fumo. Buona passeggiata!

Vorrei chiudere con una riflessione sul cervello, sul quale vi ho intrattenuto, sede della mente e dei pensieri, della scienza, della poesia; organo complesso che conosciamo in minima parte, organo che coordina anche tutte le nostre azioni fisiche e che continua a funzionare anche quando apparati intermedi malati gli impediscono di assolvere alla sua funzione. Bene; Stephen Hawking , grande fisico inglese, è morto a settantasei anni dopo una SLA, sindrome laterale amiotrofica, che lo ha devastato nel corpo e nella parola; ha finito col parlare con gli occhi. Ebbene, il suo cervello ha continuato imperterrito a funzionare e a scovare i buchi neri. Sempre, fino alla fine. Ed anche quello di Enzo Agostini che da poco ci ha lasciato; così provato nella sua corporeità e nella sua fisicità ma brillante pensatore, sottile politico e amministratore, comunicatore, attento osservatore della società, esperto di storia locale. Ebbene anche il suo cervello ha funzionato fino alla fine.

Giovanni Corradetti, medico.

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