L’AUTISMO DALLA DIAGNOSI AL PROGETTO RIABILITATIVO

L’Autismo rappresenta una delle sindromi più inquietanti e difficilmente L’eziologia non è ancora nota e  contrariamente a quanto si riteneva in passato, oggi c’è accordo sull’origine biologica del problema.
Sul piano epidemiologico tenendo conto delle differenze che emergono dall’uso di diverse classificazioni,
è possibile affermare che la prevalenza dell’A. nucleare è stimata intorno allo 0,04- 0,5%,
costituendo circa il 3% della popolazione psichiatrica in età evolutiva. Stime americane non sono
attendibili. Secondo alcune recenti ricerche scientifiche condotte da Uta Frith e Simon Baron Coen, l’A., sarebbe
una conseguenza derivata dal mancato sviluppo della “Teoria della Mente”. L’essere umano ha una innata attitudine ad inferire gli stati d’animo altrui, riesce cioè a interpretare i pensieri, le opinioni, le emozioni e a riconoscere lo stato mentale delle persone dando significato al suo comportamento e alle sue emozioni.
Secondo la “Teoria della Mente” i soggetti con A. mostrano una particolare difficoltà ad inferire con
gli altri, a capire come si sente l’altro e a interagire con l’altro. In sintesi il bambino A. ha difficoltà
a relazionarsi con l’altro, a condividere gli interessi con l’altro, a comunicare con l’altro e a collaborare
con l’altro. Tutto ciò è chiamato, secondo questi 2 ricercatori, “MANCANZA DI COERENZA CENTRALE”.
Comunque per chiarezza e semplicità diciamo che i criteri diagnostici si soffermano su 3 ordini di
difficoltà: difficoltà della comunicazione, difficoltà della interazione sociale, interessi ristretti e stereotipati,
cioè ripetitivi. Tutto ciò si manifesta nei primi anni di vita e può essere rilevato facilmente perchè il bambino manifesta un ritardo in questi 3 campi. Molto spesso non guarda la persona, non comunica, non interagisce,
si isola ed è assente. Talvolta compie gesti ripetitivi e in maniera convulsa. La valutazione clinica pertanto va svolta immediatamente e consta di esame Neuropsichiatrico infantile, esame psicologico, esame neuropsicomotorio e logopedico. Successivamente va svolta la riabiltazione logopedica
e neuropsicomotoria, accompagnato da un programma specifico per la famiglia.
Terminata la terapia di base, sono utili trattamenti psico educativi e abilitativi di tipo cognitivo comportamentale.
È utile per la famiglia prendere contatto con alcune associazioni di categoria quali l’ANGSA angsa.
it, segreteria@angsa.it.

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