Chernobyl, 33 anni fa la più grave catastrofe nucleare della storia

All'1.23 circa del 26 aprile 1986 l'esplosione del reattore numero 4

Chernobyl, 33 anni dopo. All’1.23 circa del 26 aprile 1986 l’esplosione del reattore numero 4 della centrale nel nord dell’Ucraina provocò la  più grave catastrofe nucleare della storia. A distanza di trentatré anni quasi nulla è cambiato. Il materiale radioattivo non è  stato rimosso e le radiazioni, che continuano a disperdersi nell’ambiente circostante e ad uccidono ancora oggi.  È stato uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala INES dell’IAEA, insieme all’incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011. Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente e rendendo necessaria l’evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Nubi radioattive raggiunsero anche l’Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia con livelli di contaminazione via via minori, toccando anche l’Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America.

Un rapporto del Chernobyl Forum redatto da agenzie dell’ONU (OMS, UNSCEAR, IAEA e altre), conta 65 morti accertati e più di 4.000 casi di tumore della tiroide fra quelli che avevano fra 0 e 18 anni al tempo del disastro, larga parte dei quali probabilmente attribuibili alle radiazioni. La maggior parte di questi casi sono stati trattati con prognosi favorevoli. I dati ufficiali sono contestati da associazioni antinucleariste internazionali, che presentano una stima di fino a 6.000.000 di decessi su scala mondiale nel corso di 70 anni, contando tutti i tipi di tumori riconducibili al disastro secondo il modello specifico adottato nell’analisi. Il gruppo dei Verdi del parlamento europeo, pur concordando con il rapporto ufficiale ONU per quanto riguarda il numero dei morti accertati, se ne differenzia e lo contesta sulle morti presunte, che stima piuttosto in 30 000-60 000.

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