Litfiba

Dediti alla New Wave, uno stile musicale che deve le sue radici alla musica rock popolare e alla punk rock, i componenti originari inizialmente erano cinque: Federico “Ghigo” Renzulli chitarra e voce, Sandro Dotta alla chitarra, Gianni Maroccolo al basso, Antonio Aiazzi alle tastiere e Francesco Calamai alla batteria. Sandro Dotta abbandonò il gruppo quasi subito e al suo posto entrò Piero Pelù, allora ancora studente liceale, che sostituì Ghigo Renzulli alla voce. Ormai il gruppo era formato, mancava solo il nome. Fu un’idea di Ghigo Renzulli usare il prefisso Telex (acronimo di TELeprinter EXchange, un sistema di telecomunicazione sviluppato negli anni trenta) per dare il nome alla band. Così nacquero i Litfiba, Località ITalia FIrenze via dei BArdi; in via dei Bardi vi era la sala prove utilizzata dal gruppo. Nel 1982 vi fu l’esordio con l’EP Litfiba e sempre nello stesso anno la band vinse il Rock Festival Italiano, una rassegna musicale allora alla seconda edizione. Questi furono gli anni dell’assestamento. Francesco Calamai lasciò il posto a Renzo Franchi e, poco dopo, a Franchi subentrò Luca De Benedictis “Ringo de Palma”. Nel 1984 uscì Yassassin, il secondo EP della band. Dal 1985 al 1989 fu pubblicata la Trilogia del potere, tre album in studio (Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3) che hanno come filo conduttore l’antimilitarismo e il rifiuto della violenza. Questi anni furono altalenanti per il gruppo. Reduci dal grande riscontro ottenuto con la Trilogia, il quintetto firmò un contratto con la CGD (casa discografica fondata nel 1948 da Teddy Reno e acquistata in seguito dalla Warner Music Group) compiendo in questo modo un salto di qualità che li portò ad incidere Pirata, il loro secondo album dal vivo, album che in breve tempo divenne disco d’oro. Ma il successo nel panorama musicale era contrastato da disaccordi interni. Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi decisero di abbandonare la band e anche Ringo de Palma li seguì, quest’ultimo però per problemi di droga. Il sogno di De Palma di tornare nella band si spense nel 1990 quando morì di overdose. Da cinque che erano i Litfiba rimasero solo in due: Piero Pelù e Ghigo Renzulli.
Dal 1990 al 1997 uscirono gli album denominati Tetralogia degli elementi. Il primo album di questo “quartetto” fu El Diablo pubblicato nel 1990, album che prende come spunto l’elemento del fuoco. Il primo singolo estratto, Il volo, è dedicato all’amico scomparso Ringo de Palma.
Nel 1993 venne celebrato l’elemento terra con Terremoto. Sia El Diablo sia Terremoto fanno compiere alla band una radicale trasformazione:
la New Wave dominante nei precedenti lavori lascia il posto ad un Rock duro che a tratti sembra quasi sconfinare nel Metal. Un anno
dopo, nel 1994, esce Spirito che si rifà all’elemento aria. Nel 1997 è la volta dell’elemento acqua con Mondi Sommersi.Nel 1999 Esce Infinito, album che ha come leitmotiv il tempo. Questo album, benché sia il disco con maggiori vendite nella storia della band, esula dal rock aggressivo dei precedenti lavori, infatti vede le sonorità farsi più leggere, quasi Pop. Nello stesso anno, subito dopo aver partecipato al Monza Rock Festival 1999, Pierò Pelù decise di lasciare i Litfiba per dedicarsi alla carriera da solista. Gli anni tra il 2000 e il 2009 videro Renzulli accompagnato da due cantanti: Gianluigi Cavallo, “Cabo” che rimase fino al 2006 e Filippo Margheri, attivo dal 2007 al 2009. Quest’ultimo sodalizio però non incontrò il favore del pubblico. Agli inizi del dicembre 2009 sul sito ufficiale del
gruppo venne annunciato il ricongiungimento tra Renzulli e Pelù. Nel 2016 uscì Eutòpia ultimo lavoro in studio della band.

Potrebbe piacerti anche Dallo stesso autore