IL DISTURBO DA MOVIMENTO STEREOTIPATO F98.4

La caratteristica fondamentale del Disturbo da movimento stereotipato tratto dal DSM-5, è il comportamento motorio ripetitivo, apparentemente intenzionale e apparentemente afinalistico. Questi comportamenti sono spesso movimenti ritmici
della testa, delle mani o del corpo, senza una funzione adattiva evidente. I movimenti possono o non possono rispondere agli sforzi per fermarli. Tra i bambini con sviluppo tipico, i movimenti ripetitivi possono essere fermati quando sono oggetto
di attenzione o quando il bambino viene distratto dalla loro esecuzione. Tra i bambini con disturbi del neurosviluppo, i
comportamenti motori tipicamente rispondono meno a tali sforzi. In altri casi, l’individuo mostra comportamenti di autocontenimento (per es. sedersi sulle mani, avvolgere le braccia nei vestiti, trovare strumenti di protezione).
Il repertorio dei comportamenti è variabile; ogni individuo presenta il suo pattern di comportamento individuale di movimenti stereotipati. Possono essere comportamenti autolesivi quali battersi la testa ripetutamente, schiaffeggiarsi, mordersi
le mani, le labbra o altre parti del corpo. Possono essere comportamenti non autolesivi quali dondolarsi, agitare le mani, schioccare le dita, far ondeggiare le braccia, annuire con la testa ripetutamente ecc. Ci sono poi anche movimenti
multipli e combinati tra di loro come ad esempio inclinare la testa e dondolare con il busto, agitare un laccio davanti alla faccia e fare delle smorfie ecc. Per concludere diciamo che i criteri diagnostici sono essenzialmente 4:
A. Comportamento motorio ripetitivo apparentemente intenzionale e afinalistico.
B. Il comportamento motorio ripetitivo interferisce con le attività scolastiche sociali o di altro tipo.
C. L’esordio avviene nel periodo dello sviluppo.
D. Il comportamento motorio ripetitivo non è attribuibile agli affetti fisiologici di una sostanza o a una condizione neurologica e non è meglio spiegato da un altro disturbo del neurosviluppo o mentale.
È opportuno poi, capire se il comportamento è autolesivo o non autolesivo e se associato a un disturbo psicomotorio, o difficoltà del neurosviluppo. Cosa fare? Segnalare al proprio Pediatra di fiducia tali difficoltà e far prescrivere una visita Neuropsichiatrica infantile.

Potrebbe piacerti anche Dallo stesso autore