Il Museo Civico di Castel di Lama

Un luogo che esprime la cultura di una comunità, così da offrire a chi lo visita un panorama il più completo possibile dei vari passaggi storici di un determinato territorio

Se è vero che un Museo Civico, per sua stessa definizione, esprime la cultura di una comunità, così da offrire a chi lo visita un panorama il più completo possibile dei vari passaggi storici di un determinato territorio, quello di Castel di Lama vuol’essere una di quelle “straordinarie macchine per la definizione di identità” di cui ebbe a scrivere C. Duncan. Inaugurato nel 2004, non senza sforzi da parte dell’Amministrazione Comunale e di quegli enti, che hanno contribuito al recupero dell’ex Municipio in cui è allestito, Il Museo Archeologico si propone proprio quale Museo della nostra comunità. L’intitolazione del suddetto museo a Paride Marini all’interno del “Palazzetto della Cultura”, dove hanno sede anche la Biblioteca e l’Archivio Storico di Castel di Lama, in genere, può lasciare indifferenti la maggior parte di noi. Eppure, siamo consapevoli, perlomeno in linea teorica, dell’importanza non solo formale che riveste una dedica di questo tipo: è un grande omaggio, per cercare di fermare nel tempo un ricordo che non vada smarrito, che la comunità attribuisce a quest’uomo, che ha svolto la propria attività sociale e culturale con alto senso civico ed esemplare partecipazione.

Tale luogo, per eccellenza deputato alla conservazione e alla valorizzazione delle memorie storiche, ha sempre suscitato in me, un moto di orgoglio e una profonda commozione per una storia lunga e assai ben documentata

, quasi senza soluzione di continuità dalla pre-protostoria fino ad oggi, anche se nel caso delle collezioni archeologiche, aspetta di essere ricomposta organicamente negli appositi spazi! Laddove, infatti, la sezione dell’età del Bronzo è esposta secondo un criterio cronologico e territoriale, quella romana giace ancora nei depositi dello stesso Palazzetto, offrendo un quadro-didattico limitato esclusivamente al periodo pre-romano.

E dire che tante e tali sono le realtà archeologiche presenti sul nostro territorio, prima fra tutte, come afferma lo storico Santoni quella “in Contrada Valle San Martino o “Le Valli” (frazione Cabbiano) con un territorio di rilevante interesse archeologico. E’ necessario ricordare come questa area registrò in antichità insediamenti palafitticoli piceni e romani… Per quanto riguarda il periodo romano basti osservare la cisterna

in pozzolana adiacente la chiesa di San Francesco, oltre alla testa romana in travertino, rappresentante Ottaviano Augusto e diventato poi Costantino, rinvenuta nel 1800 in contrada Lama”.

Se è vero, inoltre, che un museo locale dovrebbe garantire la conservazione del patrimonio, messa a rischio frequentemente da interventi clandestini e la fruibilità, che nel caso di Castel di Lama è compromessa sia dall’inagibilità causata dai recenti eventi sismici, ma anche dal fatto che nei depositi ministeriali è stipata una grande quantità di materiali provenienti dal territorio, pertanto quale sistemazione più idonea di quella nel museo di riferimento per i reperti più significativi?

Mi auguro che gli enti preposti possano giungere in tempi brevi alla completa definizione del percorso espositivo del nostro museo, attraverso il restauro dei suoi spazi e l’acquisizione di quei reperti che da troppo tempo, aspettano di tornare a casa. L’inagibilità delle strutture o il crollo nella quali era collocato il patrimonio archeologico, archivistico e documentario delle località presenti all’interno del cratere del terremoto sono stati sottolineati dal sottoscritto in qualità di rappresentante dal Club di Ascoli Piceno alla 40 Assemblea Nazionale della Federazione Italia dei Club e Centri per l’UNESCO, svoltasi nei giorni 16-17-18 Marzo 2018 a Verona presso Circolo Ufficiali Castelvecchio.

In un clima di inclusività ed operosità, insieme al Prof. Giuseppe Marucci e altri 140 rappresentanti della Federazione, partecipanti, provenienti da 85 Club e Centri per l’UNESCO abbiamo preso parte ai lavori che si sono aperti venerdì 16 con i saluti delle autorità locali, della Presidente della Federazione Europea dei Club, Centri ed Associazioni UNESCO Daniela Popescu e del rappresentante del segretariato della Federazione Mondiale Dong Liangeng. Dopo i lavori dell’Assemblea Ordinaria, si è svolto il Seminario di Formazione “Le priorità UNESCO in Europa, nel Mediterraneo e non solo: quale collaborazione possibile?”, che si è aperto con i saluti di Paola Nobis, Vice Presidente Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, e Ginevra Gadioli, delegata dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO. Nella mattinata di sabato 17 ha avuto luogo l’Assemblea Straordinaria FICLU e, nel pomeriggio, si sono svolti i gruppi di lavoro con un proficuo scambio di buone pratiche e puntuali conclusioni programmatiche per la stesura del piano di lavoro FICLU 2018, che coinvolgerà anche il nostro territorio!

Potrebbe piacerti anche Dallo stesso autore