Lago di Bracciano a secco. Roma a rischio ribenetti chiusi

Acea: "Se chiudono rubinetto unica soluzione il razionamento". Raggi: "Trovino una soluzione"

“Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale fino a questo evento. Abbiamo tempo 7 giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c’è ed è grave. Sta finendo l’acqua a Roma”. Così Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, a Tgcom24.

“Acea preleva dal lago di Bracciano solo l’8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell’acqua – aggiunge-. Per ridurre al massimo i disagi, Acea ha stabilito degli orari di eventuale blocco. Sui dati che ha fornito però dovete chiedere a loro”.

E ancora Zingaretti a Tgcom24: “Basta andare con una fotocamera a Bracciano per capire che sta accadendo l’inimmaginabile – aggiunge -. Far uscire l’acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima”.

Raggi: “Regione e Acea trovino una soluzione”. “Chiaramente la mia preoccupazione come sindaca di roma è che sia fatto tutto il possibile per assicurare l’acqua ai cittadini, agli ospedali, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali. Mi auguro che Regione e Acea trovino quanto prima una soluzione condivisa. Va fatto quanto necessario per aiutare e tutelare oltre un milione di romani. Come amministrazone capitolina siamo stati i primi a denunciare la situazione drammatica del lago di Bracciano e anche a subire critiche ingiustificate per alcune misure che con largo anticipo abbiamo messo in campo per evitare l’emergenza”. Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi interpellata dai giornalisti in merito.

Acea, ha spiegato ancora Raggi, “ha ridotto la captazione di acqua dal bacino di bracciano negli scorsi mesi: credo che in breve tempo sia passata da 1.500 A 900 litri al secondo. Allo stesso tempo l’azienda`sta monitorando e riparando la rete idrica per mettere fine alle dispersioni. Insomma un bel cambiamento rispetto al passato. Spero che soluzioni siano trovate quanto prima da Regione e Acea”.

Acea: “Unica soluzione il razionamento. “In 7 giorni non troveremo altra soluzione che razionare l’acqua a 1,5 milioni di romani, alle attività produttive, turistiche, ai palazzi delle istituzioni, al Vaticano: questo succederà. Non faremo il bene dell’immagine della Capitale d’Italia”. Così il presidente di Acea Ato 2 Paolo Saccani, a SkyTg24. “Noi l’acqua non la fabbrichiamo – ha aggiunto – Le soluzioni strutturali le abbiamo proposte alla Regione Lazio con una mia lettera del 4 luglio. Il problema delle perdite c’è, non lo neghiamo. Sono un male nazionale, non di Acea. L’azienda su mandato dei sindaci ha investito negli anni scorsi in fognatura e depurazione perché lì era l’emergenza – ha concluso – non è una responsabilità di Acea”.

 

 

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