La proposta di Tajani: un Erasmus per i giovani agricoltori.

Quest’anno il programma europeo Erasmus compie 30 anni. In tre decenni hanno viaggiato per l’Europa oltre tre milioni e mezzo di studenti universitari che hanno avuto l’opportunità di conoscere persone nuove e accrescere il loro bagaglio di competenze studiando in università di altri Paesi. Erasmus, che dal 2014 si chiama Erasmus+, è oggi aperto anche a insegnanti, tirocinanti e volontari. E i giovani agricoltori?
“Io credo fermamente che sia arrivato il momento di creare un programma Erasmus anche per i giovani agricoltori”, spiega ad AgroNotizie Antonio Tajani, da gennaio presidente del Parlamento europeo.
“Se un ragazzo vuole aprire un agriturismo ma non sa come fare deve avere la possibilità di viaggiare ed essere ospitato da un imprenditore di un altro Paese. Lo stesso vale per chi vuole produrre olio, vino, e così via. In questo modo non solo si cementa l’idea di una appartenenza all’Unione, ma si stimola la crescita, lo scambio di idee e la creazione di valore”.

Ad oggi infatti non esiste un progetto specifico per gli agricoltori. Cosme è il programma europeo di sostegno alle piccole e medie imprese e tra i fondi a disposizione una parte è destinata ad incentivare la mobilità dei giovani imprenditori, tra cui anche quelli agricoli.
Ad organizzare lo scambio è la Cia che mette in contatto le aziende agricole che in Italia vogliono accogliere ragazzi stranieri e i giovani imprenditori agricoli nostrani che invece vogliono lasciare i confini nazionali per trascorrere da uno a sei mesi in un altro Stato dell’Unione. La borsa di studio varia a seconda del Paese che si sceglie, ma in media si attesta sugli 800 euro.
Con la Cia (l’unica organizzazione professionale agricola autorizzata in Italia) negli ultimi sette anni di programmazione sono partiti un centinaio di ragazzi. C’è il produttore di latte che è volato a visitare le stalle tecnologiche dell’Olanda. Un produttore di nocciole è invece andato in Spagna, mentre un giovane imprenditore del settore della cura del verde pubblico ha trascorso sei mesi a Cipro.
I numeri sono limitati, ma potrebbero cresce se ci fosse un programma dedicato e supportato da risorse proprie, nella speranza che non vengono sottratte ad altri capitoli legati all’agricoltura.
“Io non voglio assolutamente tagliare i fondi della Politica agricola comune”, puntualizza Tajani. “Ma credo che possano essere usati anche, in parte come già accade, per la formazione e lo scambio di esperienze tra giovani imprenditori e per il sostegno di startup”.

La creazione di un Erasmus per agricoltori guarda allo straordinario patrimonio costituito dal made in Italy agroalimentare. “L’agricoltura europea può competere a livello internazionale sul piano della qualità. Ecco che allora abbiamo la necessità di sostenere tutti quei ragazzi che hanno voglia di tornare a fare gli agricoltori”, spiega Tajani.
“Oggi nella Pac sono previsti degli aiuti per il primo insediamento. Io credo che sarebbe utile anche sostenere la formazione dei ragazzi dandogli la possibilità di conoscere altre realtà europee”.

Fonte Agronotizie – Autore: Tommaso Cinquemani

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