ALLARME POLVERI SOTTILI IN ITALIA

L’Unione Europea ha invitato l’Italia a prendere provvedimenti per l’inquinamento da polveri sottili. Questo perché stato riscontrato un persistente livello alto di Pm10 in varie regioni del nostro paese che rischia di compromettere seriamente la salute pubblica. Il PM10 è un insieme di sostanze inquinanti costituito da polveri, fumo, microgocce e altre sostanze liquide che in gergo tecnico sono chiamate “aerosol”. Queste sostanze, disperse nell’aria, riescono a raggiungere diverse parti dell’apparato respiratorio causando seri danni. La Commissione ha evidenziato un dato importante: oltre 66 mila persone muoiono ogni anno a causa dell’inquinamento da particolato
e per questo deteniamo il più alto tasso di mortalità legato alle polveri sottili di tutta l’Unione Europea. Purtroppo non è una novità per il nostro Paese: c’è anche una precedente sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue per gli anni 2006 e 2007 che ci condanna. Nel caso di superamento dei valori limite, gli Stati devono adottare e implementare dei piani per la qualità dell’aria, con misure volte a riportare l’inquinamento sotto le soglie nel più breve tempo possibile. Le misure amministrative e legislative adottate dall’Italia finora si sono rivelate insufficienti ad affrontare il problema. Il dossier “Mal’Aria” elaborato da Legambiente che monitora la qualità dell’aria in Italia, denuncia come già nei primi mesi del 2017 l’inquinamento sia alle stelle soprattutto al nord. Nei primi 25 giorni di gennaio, ben nove città hanno superato 15 volte il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10. La pioggia non è bastata a risolvere la situazione, visti i livelli record rilevati. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti replica “Risponderemo alla lettera della Commissione Europea sullo smog nelle città italiane illustrando nel dettaglio tutto ciò che il nostro Paese sta facendo per superare strutturalmente l’emergenza. Stiamo affrontando dal primo giorno la questione dei superamenti nei livelli di inquinanti nelle nostre città del bacino padano, ma anche di altre aree italiane. Apreoccuparci – sottolinea il ministro – non è la prospettiva di una sanzione europea, ma innanzitutto il rischio che corrono la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente”. La Commissione europea ha attualmente in corso procedure di infrazione per i livelli di Pm10 nei confronti di 16 Stati membri. Due di questi casi, quelli riguardanti Bulgaria e Polonia, sono già stati portati davanti allaCorte di Giustizia dell’Ue.

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