La Prostata

Pesa appena 25 grammi in condizioni fisiologiche normali ed ha la forma di una castagna. “Quale potrà essere l’importanza di un organello così poco rilevante?” Penserete. Ed invece per noi, appartenenti al sesso maschile, essa riveste un’importanza molto superiore alla sua consistenza anatomica. Cominciamo però col presentarla la nostra prostata; ebbene essa è una ghiandola e come tutte le ghiandole che si rispettino produce, noi medici diciamo secerne, un liquido importantissimo per la nostra attività riproduttiva, il liquido seminale. Qualcuno si chiederà: ma la prostata è un organo dell’apparato urinario o genitale. La risposta è netta: non è un organo dell’apparato urinario bensì dell’apparato riproduttivo; ma per la sua posizione al di sotto della vescica, in un crocicchio anatomico particolarmente complesso, essa, soprattutto quando si ingrossa, ha serie ripercussioni sulla funzionalità della vescica urinaria. Ma andiamo con ordine. In assenza di patologie infiammatorie e fino ai 55-60 anni noi non ci accorgiamo della prostata; solo quando alcuni batteri dispettosi si accaniscono contro di essa, beh, allora, la nostra amica risponde con bruciori quando uriniamo e con l’impellente bisogno a svuotare la vescica. Si tratta della così detta prostatite, oggi molto più frequente di una volta. In questo caso raccomando di non fare una terapia alla cieca ma di somministrare antibiotici mirati attraverso un esame semplice com’è l’urinocoltura. Noi non sappiamo dell’importanza di quel tratto di uretra – il condotto che scarica all’esterno l’urina dalla vescica attraverso il pene, ben evidente nella figura ma non segnalato – che si trova inglobato nella prostata: in
esso, che noi chiamiamo uretra prostatica, si aprono sia i dotti prostatici sia le vescicole seminali sia i deferenti che dal testicolo trasportano gli spermatozoi. Durante l’eiaculazione gli spermatozoi sono veicolati dal liquido ricco di sostanze nutrienti che si è formato sia dall’attività della prostata sia da quella delle ghiandole seminali. A pensarci bene un meccanismo complesso ma perfetto. Ma i veri guai legati alla prostata cominciano a comparire, come detto, più tardi; diciamo intorno ai sessanta anni. Con l’età s’ingrossa e cresce quella parte della prostata che noi chiamiamo lobo medio e che è esattamente quella parte intorno all’uretra prostatica; l’ingrossamento comporta una compressione e un dislocamento o incurvamento della suddetta porzione uretrale e cominciano così i primi disturbi della minzione come tecnicamente è chiamato l’atto dell’urinare. Si stenta a svuotare completamente la vescica e spesso si urina in due tempi, soprattutto quando, dopo la minzione, il ristagno vescicale
è discreto come documenterà l’esame ecografico. Compariranno la pollachiuria – minzione frequente – e la nicturia – minzione durante la notte; il getto è basso e si urinerà sui piedi come dicono i medici in modo colorito. Il quadro viene chiamato iperplasia meglio che ipertrofia. Esistono dei farmaci che possono ridurre e contenere l’ingrossamento e a volte scongiurare l’intervento chirurgico; uno è il Prostamol tanto pubblicizzato. Nei casi in cui la funzione vescicale è compromessa a tal punto da impedire la minzione si dovrà ricorrere all’intervento chirurgico: a seconda dei casi – e naturalmente non entrerò nel merito – si potranno eseguire la TUR che è una resezione del lobo medio attraverso un apparecchio endoscopico inserito nell’uretra, oppure la prostatectomia – resezione della prostata – per via addominale sottopubica o la resezione mediante tecniche laparoscopiche. Nelle prostatectomie bisogna avere l’accortezza di ridurre al minimo le inevitabili sequele – complicanze – della sfera sessuale. L’ingrossamento della prostata testé descritto è come detto una patologia legata all’avanzamento dell’età e riguarda la parte mediana centrale della prostata; esso può essere annoverato come un tumore benigno. Il tumore maligno della prostata, invece, si sviluppa nelle parti periferiche della ghiandola ed è, come già ricordato, il tumore più frequente nel sesso maschile. L’esplorazione rettale, se ben eseguita e da dito esperto, riconoscerà la ipertrofia prostatica e il tumore maligno; nello stesso atto, che consiste nella introduzione di un dito guantato nel retto, si potrà anche eseguire una biopsia. La terapia si avvale- anche qui non entro nel merito – della terapia chirurgica classica o laparoscopica accompagnata a volte da ormonoterapia e radioterapia. Un solo accenno al PSA- antigene prostatico specifico. Allo stato delle acquisizioni recenti c’è una scuola che ritiene ancora importante conoscere il suo dosaggio nel sangue a scopo preventivo e predittivo; un’altra scuola, invece, nega l’importanza di esso segnalando una identica sopravvivenza tra chi esegue sistematicamente il test e chi no. Io continuo a consigliarlo periodicamente a tutti gli uomini dopo i sessant’anni.

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