IL CIGNO

Cygnus è il genere tassonomico con cui vengono identificati i più grandi uccelli acquatici della famiglia degli Anatidi, comunemente chiamati “Cigni” in italiano.

Generalmente i cigni nascono di piumaggio grigio; vi sono varie specie di cigni che differiscono nei colori, nelle dimensioni e nelle forme definitive che raggiungono nell’età adulta. Il colore delle zampe varia a seconda della specie, dal nero scuro o grigio, fino al rosa.

Il colore di piumaggio più diffuso tra gli adulti delle varie specie di cigno è il bianco – totale o complementare al nero – essendo bianco e nero gli unici colori del piumaggio dei cigni attualmente noti; nessun cigno adulto ha il piumaggio totalmente nero, infatti anche il cigno nero presenta del piumaggio bianco nelle ali, ben visibile al dispiegamento delle stesse, ma nascosto quando completamente ripiegate lungo il dorso.

Scriviamo di questo meraviglioso uccello, penetriamo nella biologia e nello stile di vita di una specie, da sempre simbolo di eleganza. La bellezza del cigno è indubbiamente sublime, ricorda la pura fierezza di un destriero. Un’aura che gli viene soprattutto da quel collo lungo, ripiegato ed elegante, percorso da una sottile collana di piccole vertebre (in media tra 20 e 30) che lo rendono appunto flessuoso e snodabile. Rendono signorile persino il pasto, fatto principalmente di erbe e radici, strappati con forza con becco e mandibole, consumandone anche qualche chilo al giorno. Un’eleganza che di colpo muta in terrifica minaccia quando in ballo c’è la difesa del territorio, del nido e della prole. Il collo proteso, le piume rigonfie ad aumentare ulteriormente la già imponente mole accompagnano l’aggressività, manifesta soprattutto nei mesi primaverili. Minacce, inseguimenti e anche veri attacchi sono sferrati non solo a conspecifici ma anche a oche, anatre e, non di rado anche a persone che si avvicinano al nido. Sono noti attacchi a canoe e kajak. Colpiscono con la giuntura carpale dell’ala e possono ferire anche seriamente. È il maschio soprattutto a farsi avanti, ma la difesa della prole riguarda la coppia.

Il cigno reale è specie parzialmente sedentaria e migratrice, originaria dell’Eurasia e da lì introdotta nell’America Settentrionale, in Sudafrica e in Oceania. In Europa è più comune a nord del 46° parallelo; in Italia è presente d’inverno e nidifica con poche centinaia di coppie. Diffuso come specie ornamentale dei laghetti di parchi e giardini, allo stato selvatico nidifica in zone umide ricche di vegetazione emergente e sommersa, sia costiere sia dell’interno. Uccello acquatico di superficie dal portamento elegante, provvisto di lungo collo e di una maestosa apertura alare (2-2,3 m), ha il piumaggio candido e il becco giallo-arancio con un evidente rigonfiamento carnoso di colore nero. Si alza in volo dopo aver preso faticosamente la rincorsa sull’acqua; è un animale silenzioso, ma il suo battito d’ali produce un sibilo metallico. A differenza delle anatre, i cigni non presentano dimorfismo sessuale, anche se di solito i maschi sono più grandi delle femmine; si distinguono però i giovani, grigio-bruni con il becco color piombo. Gregario durante il periodo extranuziale, nella stagione riproduttiva il cigno reale vive in coppie monogame il cui legame può durare tutta la vita. La covata è di solito di 5-8 uova, che la femmina cova per 5 settimane. I piccoli lasciano subito il nido; prima che inizino a volare, verso i 4-5 mesi, i genitori li trasportano spesso sul dorso.

Il cigno, volatile pennuto, è un simbolo di purezza, innocenza, saggezza, solitudine, ma anche di morte. La sua figura si usa come immagine della bellezza femminile, ed è legato al mondo femminile; inoltre, esprime un amore tenero. I Greci consideravano il cigno l’uccello di Afrodite e di Apollo (quale patrono dei poeti e musicisti), ed è stato associato alla luce, al sole ed alle arti, poiché si riteneva che prima di morire, intonasse un canto di bellezza ultraterrena. Secondo una recente presentazione, il cigno appare come un simbolo dei poeti. Nell’antica e medievale tradizione si sosteneva, che l’anima viaggiasse attraverso il cielo, sotto forma di cigno. Il totem animale del cigno simboleggia la facoltà di saper ricevere la fortuna portata dai cambiamenti, sottomettendo la propria volontà a quella del Grande Spirito, non contrastandone l’evolversi bensì seguendo le vicissitudini quasi come una foglia trasportata dalla corrente del torrente. Esso nasce infatti come brutto pulcino ma col tempo si trasforma in cigno regale e di enorme bellezza, lasciando quello che era il mondo delle apparenze per entrare nella nuova realtà che lo avvinghia in un continuo turbinio di cambiamenti positivi, arrivando anche a poter prevedere il futuro, qualità che possiedono coloro che hanno il totem animale del cigno, perché sono completamente in grado di accettare senza blocchi mentali o spirituali la volontà del divino che esplica nei suoi vari disegni intricati dell’esistenza.

La grazia protegge: lisciandosi l’ala, il cigno se ne fa una corazza.

Non c’è educazione senza relazione.

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