LA CARNE ROSSA

Dalle nostre parti, la cultura e le tradizioni hanno influenzato fortemente il modo di alimentarsi, in particolare alcune ricorrenze come quelle natalizia e pasquale, hanno sempre suggerito una tavola riccamente imbandita anche nelle famiglie più povere in cui i sapori semplici ma forti erano nella tradizione e frutto del lavoro della terra. Anche se con un certo sforzo, nessuno si è tirato indietro nelle ricorrenze, anche se alla fine lo status economico ha condizionato fortemente la ricchezza o la povertà della tavola; gli eccessi degli antichi romani o delle famiglie nobili erano cose ben diverse dalla fame del dopoguerra. Per lungo tempo, il consumo di carne, bovina in particolare, è stato considerato indice di ricchezza, cioè la bistecca è del ricco la lenticchia carne per il povero; un facoltoso presidente di calcio dopo una importante vittoria in campionato nei confronti dell’eterna rivale, volle festeggiare con Fiorentina e Chianti Classico, ecc.. La carne è stata per lungo tempo ritenuta alimento insostituibile in ogni dieta fonte di tutti gli aminoacidi, sali minerali diversi e vitamine importanti come la B12; ai giovani ed a tutte le persone in fase di crescita non poteva mai mancare una buona dose di carne, anche poco cotta, di bovino adulto in particolare. Da un po’ di tempo le cose stanno cambiando, gli esiti della ricerca e studiosi da tutto il pianeta ci dicono che il consumo di una grande quantità di carne rossa e di prodotti della sua lavorazione come salumi, insaccati e carne in scatola, si associa ad una minore durata della vita, maggiori rischi di contrarre malattie cardiovascolari e cancro; a poco serve associare frutta e verdura a questi alimenti in quanto gli effetti negativi della carne ed insaccati non sono positivamente corretti dai prodotti dell’orto o del frutteto. Questo rischio aumenta in rapporto alla quantità ed alla frequenza dei consumi, tanto che gli  esperti sono d’accordo nel ritenere accettabile un modesto consumo di carne (uno-due volte a settimana visto il buon contenuto di aminoacidi importanti, ferro e vitamina B12) riducendo fortemente  il consumo di quelle lavorate. Quindi presenza in giusta quantità nella dieta equilibrata ove non sempre è facile sostituirla con pesce e legumi; la carne bianca, meno ricca in grassi, calorie e colesterolo, può invece sostituirla in molti casi. Una bistecca con contorno di verdure crude o cotte, crea un’emozione particolare a tavola; con grande delusione e beneficio per la salute, anch’io, abituato a mangiare il pollo ruspante, ho dovuto spesso dirottare su carni bianche
prodotte da animali che non possono razzolare all’aperto ma che vivono stipati in pochi metri quadrati, senza erbe o fieno. Allora, meno carne rossa e più carni bianche, ma per una lettura della qualità dell’alimento occorre almeno conoscere in parte la cosiddetta filiera del ciclo produttivo dove i mangimi (di provenienza non sempre conosciuta), sono l’alimento prevalente o esclusivo di polli, tacchini e suini difesi dalle malattie con adeguate dosi di antibiotici.

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