INTERVISTA AL COMANDANTE DEI VIGILI DEL FUOCO Ing. MAURO MALIZIA

Con modestia ma naturale orgoglio, il Comandante del Comando provinciale di Ascoli Piceno e Fermo, l’ing.  Mauro Malizia, ci descrive l’attività del suo contingente nel periodo del post sisma.

“Il nostro Comando, non di certo enorme, nel periodo dell’emergenza terremoto è divenuto, tenuto conto dell’attività operativa, uno dei più grandi d’Italia, addirittura paragonabile in termini di interventi e personale impiegato, all’attività di un grande Comando come Roma. Siamo arrivati a gestire fino a quattrocento unità operative presenti sul territorio oltre al contingente ordinario, con un’attività di circa 400/500 interventi al giorno”. “Il comando provinciale di Ascoli è organizzato in quattro distaccamenti: Ascoli Piceno (sede del comando), San Benedetto del Tronto, Fermo ed Amandola. Dal 24 Agosto scorso si è aggiunto il presidio di Arquata del Tronto che rimarrà operativo fino al termine dell’emergenza. Nelle condizioni ordinarie il Comando conta circa 200 unità tra amministrativi, funzionari e personale operativo negli interventi. Costoro operano H24 su quattro turni giornalieri che garantiscono oltre quaranta operativi per turno divisi nei quattro distaccamenti. Dal 24 Agosto tutto è cambiato, l’emergenza sisma, o per essere più precisi le emergenze, hanno moltiplicato il personale a disposizione fino a giungere ad oltre quattrocento unità operative con i relativi mezzi d’intervento.” Ha parlato di emergenze, ci spieghi. “Alla scossa del 24 Agosto, la più devastante nella nostra zona, si sono succedute le forti scosse del 26 ottobre, la fortissima del 30 ottobre e le quattro di notevole intensità ripetutesi a breve distanza l’una dall’altra del 18 Gennaio, che sono coincise con l’emergenza neve. Noi VV.F. Siamo parte integrante del dispositivo Nazionale della Protezione Civile, siamo i primi ad intervenire nelle operazioni di soccorso e salvataggio e siamo supportati dalle Colonne Mobili Regionali che si mobilitano da tutto il territorio nazionale per coadiuvare gli interventi di soccorso ed assistenza. In pochi giorni abbiamo ricevuto appoggio da tutte le Regioni d’Italia, dal Piemonte alla Sardegna dall’Emilia Romagna alla Sicilia, solo per citarne alcune, nessuna esclusa. Grazie a quest’apporto di personale abbiamo potuto fronteggiare le migliaia di richieste d’intervento ricevute e gestirne fino a 500 il giorno. Tutto il comando ha dovuto riorganizzare il suo modus operandi per predisporre e gestire il lavoro di tutto questo personale; abbiamo dovuto creare, organizzare e allestire appositi uffici e servizi interni a tal scopo. Nel periodo della massima allerta, le attività complementari di nostra competenza hanno subito un inevitabile rallentamento (controlli di prevenzione incendi, visite tecniche su attività soggette a controllo, attività ispettiva di polizia giudiziaria, dove si accettano violazioni delle norme vigenti ecc.. vedi specchietto a latere) ma ora stiamo tornando lentamente alla normalità nei tempi di esecuzione, pur proseguendo le azioni connesse con l’emergenza sisma sul territorio. E d’ora in poi? “Terminata la fase acuta dell’emergenza, ci stiamo occupando della messa in sicurezza degli edifici
pericolanti che incidono su pubblica via o spazi pubblici e che comunque possono comportare pericolo per l’incolumità delle persone. A questo si aggiungono la collaborazione con il personale del Ministero dei Beni e delle attività Culturali per il recupero di opere e la messa in sicurezza di siti e strutture di rilevanza architettonica, artistica e culturale. Vorrei citare un esempio d’intervento che ritengo esemplificativo di tutte le attività: la messa in sicurezza del tempietto “Madonna del Sole” di Capodacqua conosciuta anche come “Chiesetta Ottagonale” per la sua caratteristica forma, affrescata secondo alcuni con contributi attribuibili a Cola dell’Amatrice. Si è intervenuti pochi giorni dopo il sisma per “puntellarla” ed evitare nuovi danni e crolli, al fine anche di proteggere i preziosi affreschi contenuti all’interno. A questo intervento è legato un aneddoto fortunoso: la squadra di Vigili provenienti dal Piemonte che stava lavorando da giorni nella chiesetta e si stava accingendo a prendere posizione, grazie all’ingresso dell’ora legale di quella domenica del 30 ottobre ha evitato di essere coinvolta dai crolli dovuti alla terribile scossa riuscendo a salvarsi… con l’ora solare sarebbero già stati a
lavoro in una situazione di grande pericolo…”. Questo preoccupa e spaventa… “Preoccupa sì, per questo si deve essere preparati… per il resto è il nostro lavoro…” Da parte della nostra redazione e da tutti i cittadini un sincero grazie a Lei e a tutti i suoi collaboratori!

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