Kim Jong-un vuole costruire armi nucleari in grado di distruggere gli Stati Uniti

“La Corea del Nord cerca guai. Se la Cina decide di aiutarci sarà ottimo. Altrimenti risolveremo il problema senza di loro”. Trump non usa giri di parole il dittatore nord coreano Kim Jong-un. Il presidente americano ha annunciato di essere al lavoro per inviare verso Pyongyang una “Armada” composta non solo da portaerei ma anche da “sommergibili molto potenti”.

Al momento peró, il giovane dittatore coreano non mostra segni di paura. In un comunicato ufficiale del regime ha ribadito che il suo paese “è pronto a rispondere alla guerra e che saranno gli Stati Uniti i responsabili per le conseguenze catastrofiche”. 

Per il momento Kim Jong-un potrebbe colpire con le armi nucleari a sua disposizione solamente la Corea del Sud, alleata storica degli Stati Uniti, ma secondo l’intelligence americana il regime avrebbe accelerato il piano per la costruzione di missili intercontinentali capaci di trasportare le testate atomiche fino alla California. 

Tale prospettiva spiega il crescente nervosismo dell’amministrazione USA e le minacce di Trump che come vero obiettivo avrebbero in realtà quello di costringere la Cina ad intervenire e fermare i piani militari di Kim Jong-un. Perché la Cina avrebbe questo potere? La risposta è molto semplice: senza il supporto economico di Pechino la Corea del Nord imploderebbe all’istante dato che il 90% dell’export nord coreano viene assorbito proprio dal gigante asiatico. E il feroce regime di Kim Jong-un campa ed esiste proprio grazie a queste esportazioni. Cosa esporta la Corea del Nord? L’unica risorsa di cui dispone in modo abbondante da sempre: carbone. 

Il 90% del carbone estratto viene venduto alla Cina, il restante 10% viene esportato in Russia e in India ma è evidente che il vero cordone ombelicale è con Pechino che di fatto ha potere di vita o di morte su Kim Jong-un. Anche perché le condizioni economiche complessive del paese sono disastrose. Secondo il Global Hunger Index che misura l’emergenza fame nel mondo la Corea del Nord è nella top 20 pizzandosi appena dietro lo Zimbawe con 10 milioni di persone (il 41% della popolazione) sotto il livello minimo di nutrizione.

All’interno del Paese le disparità sociali sono però fortissime. Una legge del 1957 ha introdotto una classificazione dei cittadini in tre caste politiche: amici del regime, neutrali e nemici. E ovviamente le condizioni di vita dipendono strettamente dalla categoria di appartenenza. 

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