Ventitré anni fa moriva Kurt Cobain

Lo stile musicale grunge e la breve vita di eccessi, cui egli stesso pose tragicamente fine, lo hanno fatto entrare di diritto tra i maledetti del rock e tra le principali icone giovanili.
Nato ad Aberdeen, nello Stato di Washington, Kurt Donald Cobain trascorse un’infanzia tutt’altro che felice, da un lato per il divorzio dei genitori, dall’altro per i problemi psichici che lo portarono ad assumere psicofarmaci e più tardi lo avvicinarono alle droghe.  Avvicinatosi all’heavy metal grazie al leader dei Melvins, Buzz Osborne, tramite questi incontrò il bassista Krist Novoselic, con il quale fondò la band “The Stiff Woodies”, rinominata poi con nomi diversi fino al definitivo Nirvana del 1987. Due anni dopo pubblicarono il primo album Bleach e la loro musica cominciò a circolare fuori dai confini statunitensi. La consacrazione arrivò con Nevermind (17° nella Lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone) e con canzoni come Smells Like Teen Spirit e “Come as you are”, entrate nella storia del rock, la prima assunta a inno della cosiddetta generazione X. Fama, successo (i Nirvana ad oggi hanno venduto oltre 70 milioni di dischi) e soldi non furono un antidoto al male di vivere di Kurt, che nell’aprile del 1994 si tolse la vita, sparandosi in testa nella sua casa di Seattle.

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