Il volo della rondine. di Claudia Di Battista Rodi

La rondine comune (Hirundo rustica) fa il nido dove vive l’uomo, usa i tettidelle stalle e delle abitazioni come appoggio per i suoi tipici rifugi fatti
con il fango e le pagliuzze che trova vicino agli allevamenti di bestiame.  Anche per trovare il cibo le rondini si sono sempre aggirate nelle nostre  campagne che ospitavano una biodiversità fatta soprattutto di piccoli  insetti che proliferano attorno agli stagni e agli spazi incolti. Ma le nostre  campagne si sono trasformate velocemente. I principali nemici della  rondine oggi sono i cambiamenti climatici e la desertificazione, la  distruzione dei nidi e l’uso indiscriminato dei pesticidi. Se ci pensi, è
proprio l’uomo ad aver voltato le spalle alla sua fedele “vicina di casa”.  Cosa possiamo fare per rimediare a questo errore? Possiamo proteggere e conservare gli angoli di biodiversità che ancora esistono nelle nostre  campagne. Possiamo ripensare il nostro modo di lavorare la terra,  tornando ad un’agricoltura più tradizionale, meno aggressiva e più
rispettosa dell’ambiente. Preferendo i pascoli aperti all’allevamento  intensivo, evitando l’uso indiscriminato di pesticidi in favore di metodi  alternativi, conservando i piccoli stagni e le siepi, installando nidi  artificiali. Possiamo cercare di ritrovare quel contatto profondo con la  natura, quel legame che abbiamo perso. Le puoi osservare poggiate sui tetti, sul bordo di un nido fatto di fango.  Ogni primavera è diversa dall’altra, ma di una cosa puoi essere sicuro se  guardi il cielo: puoi vedere le rondini, piccole sagome, inconfondibili, con la  coda a punta e un volo fatto di splendidi cerchi. Partiamo da un proverbio  italiano: una rondine non fa primavera. Lo avrai sentito mille volte, ma  probabilmente non sai che è una frase di Aristotele. Tratta dal saggio
Etica Nicomachea e diventata col tempo uno dei proverbi italiani più
conosciuti, ci invita a non tirare conclusioni affrettate badando solo alle
apparenze. Basterebbe già questo motto popolare così antico per capire che le rondini, con la loro bellezza e leggerezza, sono nel nostro cuore da
migliaia di anni. La rondine è protezione, la rondine è speranza. I Greci la  vedevano così bella e leggera che la consideravano un dono di Afrodite.  Per i romani le rondini erano una manifestazioni dei Lari, le divinità
protettrici della case degli uomini: infatti costruiscono il nido proprio  sotto i nostri tetti e vivono molto spesso vicino a noi. Gli antichi egizi,  invece, raccontavano che la dea Iside si trasformava in una splendida  rondine, la notte, per piangere attorno al sarcofago del marito, il dio  Osiride, annunciandone il ritorno dal regno dei morti. Anche nella  tradizione cristiana la rondine rappresenta la resurrezione e la passione  di Cristo, per questo il suo elegante profilo compare in molte rappresentazioni sacre come la splendida “Madonna della Rondine” di Carlo
Crivelli. Letteratura, miti e poesia. Da sempre la rondine esercita questo fascino  sull’uomo. Ma come mai? Il punto cardine delle suggestioni esercitate  dalle rondini sull’uomo è la ciclicità del tempo. Tutte le civiltà antiche
erano ossessionate dallo scorrere del tempo e dalla sua misurazione.  Misurare il tempo voleva dire controllarlo, programmare la semina e i  raccolti, in un certo senso, prevedere il futuro. Per questo gli uomini sono
sempre rimasti di stucco nel vedere con che puntualità le rondini tornano  dal loro lungo viaggio in Africa proprio nei primi giorni di primavera. Le Rondini sono uccelli di piccole dimensioni con il dorso scuro con riflessi  bluastri, la gola rossa, il ventre bianco e una coda molto lunga e biforcuta.  Quando vola, può sembrare completamente nera, è più facile riconoscerla  dalla coda e da come volteggia mentre vola. sono abilissime volatrici. Sono  infatti molto agili e trascorrono la maggior parte del tempo volando a  caccia di insetti. In questo assomigliano molto ai Rondoni, anche se i  Rondoni vivono prevalentemente nelle città mentre le rondini in campagna,  inoltre ci sono anche delle differenze nell’aspetto di queste due specie,  per esempio la coda della rondine è molto più lunga. I giovani sono in  genere più piccoli di dimensione e hanno la coda molto più corta. Questa specie costruisce il nido con un impasto di saliva e fango dalla forma di
una piccola scodella. Se vivi in una fattoria, può essere un’ottima idea di
guardare sotto le travi, specie nei vecchi edifici, per cercare i nidi delle
Rondini. Se sarai molto silenzioso potrai osservare una tipica scena di
famiglia di Rondini- magari potrai osservare i piccoli nutriti dai genitori,
un’esperienza che vale veramente la pena di fare. All’inizio di Maggio la maggior parte delle Rondini comincia a riprodursi. I
primi giorni di Settembre la maggior parte delle Rondini si prepara a
migrare. Volano in modo irrequieto e spesso si radunano sui fili del
telegrafo. Molte Rondini lasciano l’Italia durante settembre, le prime a
partire sono proprio le giovani Rondini nate durante l’estate. Qualche
Rondine isolata può partire anche in Ottobre. Il viaggio verso l’Africa dall’
Italia dura circa 1 o 2 settimane. Le Rondini dalle diversi parti d’Europa
volano verso differenti destinazioni in Africa, le Rondini che nidificano in
Italia trascorrono l’inverno nella Repubblica Centroafricana. Compiono la
migrazione durante il giorno, volando abbastanza basso e viaggiando per
circa 320 km al giorno. La notte la trascorrono in grossi gruppi negli  stessi canneti ogni anno. Per anni la gente ha festeggiato l’arrivo di questo
animale come il segno dell’imminente arrivo della bella stagione. „Il tempo, a volte, sembra che non passi, è come una rondine che fa il nido
sulla grondaia, esce ed entra, va e viene, ma sempre sotto i nostri occhi.“– José Saramago Non c’è educazione senza relazione. 

Claudia Di Battista Rodi

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