Gli appennini hanno il Parkinson? di Pio Tempera

​Ho conosciuto Sara un giorno di mercato a San Benedetto del Tronto. Un mio amico albergatore me l’ha presentata nei pressi del Bar Braccetti. Sara faceva parte di un gruppo di Terremotati Sfollati che vagavano tra le bancarelle del famoso Mercato.Siamo andati a prendere un caffè, poi il mio amico ci ha lasciato per a “ricucire” il Gruppo e ho avuto modo di parlare con lei.

Sara, età 30-35 anni, con il terremoto ha perso la casa e il lavoro in una attività commerciale, le ho detto…..-Sono anche io una specie di terremotato, anche se di serie B rispetto a voi della Montagna e comprendo, quindi, l’instabilità degli animi e le malinconie che, però, dovremmo tentare di mitigare.-

-E come mitigarle?- Rispose quasi piccata…..-…per carità a San Benedetto ci hanno accolti bene e troviamo affetto in giro ma viviamo solo il presente con la mente rivolta ai ricordi del passato.-

-Scusa Sara – la interruppi- ma sei giovane e bella come puoi non pensare al futuro? Permettimi di chiamarti Sarà e l’accento sul tuo nome vuole essere un mio Augurio per il futuro che, credimi, ci sarà di certo.

-Bella questa- rispose- grazie, come ti chiami Pio? ma quale futuro? Sono solo Sara perché non vedo ombra di quell’accento di speranza di cui parli.

Sara aveva pronunciato queste ultime parole con negli occhi chiari un ombra di disperazione. In quel momento mi era sembrata HEIDI convinta di non poter rivedere il Nonno, la sua Baita sulle Montagne e le care pecorelle. Intanto era rientrato nel Bar il mio amico albergatore con gli altri del gruppo che salutai con calore poi, per ravvivare un po’ la spenta compagnia, mi “buttai” con….- Dai Forza dobbiamo continuare a sperare anche se gli APPENNINI sembrano avere il Parkinson.- La battuta mi era partita di botto e subito mi sembrò un po’ infelice e comunque irrispettosa verso i veri ammalati, ma oramai non potevo rettificare.

Qualcuno del gruppo bofonchiò: -ha ragione hanno il PARKINSON- e cominciarono ad uscire dal Bar. Sulla porta Sara mi salutò in modo civettuolo…- Pio è stato un bel colloquio con un terremotato di serie B, arrivederci.- Magari- dissi di rimando- al prossimo Mercato e alla stessa ora, ma mi raccomando Sara, quando uscirai dall’albergo non dimenticarti l’accento sul futuro.

A Si- rispose sorridendo- SARÒ SARÀ.

Il sorriso di SARA SARÀ diabetizzò il mio animo e per un attimo mi sembrò che il terremoto avesse….UNA BELLA CREPA.

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