MEGLIO QUAND’ERA PEGGIO?

Quasi tutti lo ricordano come il “Terremoto dell’Irpinia”: colpì la Campania centrale e la Basilicata centro settentrionale nella serata del 23 novembre 1980. Un immane disastro che spezzò oltre 6000 vite. L’Italia di allora, soprattutto in quel territorio, non è certo da paragonare a quella attuale: poche e rovinose strade, mezzi obsoleti, capacità di comunicazioni ridotte. Eppure il 23 marzo del 1981 (122 giorni dopo il sisma) venivano consegnate agli sfollati del comune di Laviano, 150 casette in legno stile chalet per accogliere 450 persone. Il terremoto dell’Aquila colpì la notte del 6 aprile 2009 e spezzò 309 vite, 1600 persone rimasero ferite e ci furono circa 80.000 sfollati. Altra epoca e altri metodi: il 15 settembre  2009 (162 giorni dopo il sisma) vennero consegnate le prime 47 case in legno per ospitare circa 200 persone. In meno di otto mesi si videro realizzate 5.653 abitazioni, 4.449 in muratura, 1.204 in legno per circa 25mila abitanti. Il terremoto del 23 Agosto 2016 di “Arquata del Tronto, Accumuli e Amatrice”, beh neanche a parlarne, lo conosciamo bene anche nei nostri comuni (e ancor più con la replica del 30 ottobre) che rientrano nel cosidetto “cratere” (un giorno ci spegheranno anche il perchè di questo termine che in geologia riguarda solo i vulcani… ma vabbe’) e le conseguenze le vediamo tutti i giorni… ad oggi che scrivo sono trascorsi 163 giorni dal sisma. Con immane sforzo e con la richiesta non ottemperata della presenza delle fanfare, hanno consegnato 25 casine in legno ad Amatrice sorteggiando chi dovesse abitarle e in più (udite udite) proprio l’altro ieri, con grande enfasi hanno annunciato l’inizio delle opere di urbanizzazione di Pescara del Tronto per posizionare ben altre 25… Come avrebbe detto Totò… “…poi uno dice che si butta sul “bertolaso”….

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