FRUTTA SECCA UN INTEGRATORE DI VALORE di Marino Felicioni

Molti ricercatori sono concordi nell’affermare che la vera Dieta Mediterranea era quella dei contadini che si nutrivano dei prodotti della terra, ovvero cibi naturali che producevano e che consumavano direttamente o conservavano in modo naturale (essiccazione in particolare) per il periodo invernale. Il regime alimentare delle classi rurali era povero ed in quel tempo le persone non possedevano una cultura sufficiente per comprendere gli effetti positivi degli alimenti sulla salute, mentre sapevano bene come conservare i cibi in modo naturale ed utilizzavano tutto ciò che producevano perché così non erano costretti a tirar fuori quella moneta tanto rara che
non possedevano. Tra la frutta secca si annoverano due tipologie: quella a guscio (noci, nocciole, mandorle, pinoli, arachidi e pistacchi) e quella polposa (fichi, prugne, albicocche, datteri e uva passa). Oggi, molti scienziati e nutrizionisti promuovono questo alimento e lo riabilitano decisamente rispetto a dubbi e riserve spesso legate alla quantità di calorie; insomma, hanno riabilitato completamente noci, nocciole, fichi e mandorle. Senza esagerare, bisogna mangiarne una dose quotidiana perché questi si metabolizzano molto velocemente e contribuiscono a raggiungere presto la sazietà e quindi aiutano a mangiare meno. Così, quello che era un pasto normale nella tavola povera del contadino, noci, mandorle, fichi secchi, oliva nera strinata, uva passa, ecc. lo ritroviamo lussuosamente confezionato, magari di produzione estera, a far parte delle grandi abbuffate di Natale o di Capodanno. Della frutta secca non si deve esagerare, anzi si raccomanda una dose giornaliera di circa 30 grammi da consumarsi a colazione e metà mattinata; non meno importante è il suggerimento di escludere i semi venduti con troppo sale aggiunto. L’importanza della frutta essiccata nell’alimentazione va attribuita al buon contenuto di antiossidanti, acidi della serie omega-3 ed omega-6, proteine, vitamine e sali minerali. Quindi svolgono un’azione benefica abbassando il livello di colesterolo, riducendo il rischio di arteriosclerosi e cardiopatie, fornendo un considerevole contributo all’azione antiossidante ed antinfiammatoria. Analizzando il comportamento di diverse migliaia di pazienti, alcuni scienziati hanno potuto constatare che consumare con regolarità piccole dosi di frutta secca significa vivere più a lungo rispetto a chi non la assume durante i pasti.
marino.felicioni@ilcampanile.info

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