OMEOPATIA: EFFETTO PLACEBO di Cecilia Bellisi

L’omeopatia è la più diffusa tra le medicine non convenzionali, nata 200 anni fa. Il padre fondatore è il medico tedesco Samuel Hahnemann, autore del testo di riferimento della materia omeopatica “Organon of medical art” del 1810.Al contrario della medicina, l’omeopatia ha un approccio olistico secondo cui il corpo e la mente sono un’unica entità e cura, dunque i sintomi considerando la costituzione morfo-funzionale di ogni soggetto che è caratterizzata da una serie di sintomi sia fisici che psichici. Inoltre si differenzia dalla medicina tradizionale anche per la natura dei rimedi che possono essere: prodotti vegetali (piante, parti di piante, escrezioni di esse), prodotti animali (animali interi, parti di animali, escrezioni di esse) e minerali. Le teorie su cui si basa l’omeopatia però non sono mai state accettate dall’universo scientifico tanto che la Federal Trade Commission in America in queste settimane ha deciso di rendere obbligatoria la scritta “non ci sono prove di efficacia” sulle confezioni di farmaci omeopatici. Da una recente ricerca è emerso che quasi un italiano  su cinque ha provato almeno una volta nel corso del 2015 ad utilizzare la medicina omeopatica e 3 italiani su 10 hanno dichiarato di farne uso per i propri figli. I motivi per cui si ricorre all’omeopatia sono soprattutto raffreddori (63%), dolori articolari e muscolari (30%), ma anche ansia, emicrania, dolori digestivi. I dati relativi al consumo di medicinali omeopatici sono di difficile interpretazioni. Ad esempio nell’analisi dello stesso periodo, il 2013, dati provenienti da una ricerca di Omeoimprese indicano una piccola crescita nell’utilizzo dell’omeopatia mentre l’Istat parla di un forte calo. Il British Medical Journal lo scorso anno ha pubblicato uno studio scientifico nel quale si attesta l’inefficacia dell’omeopatia e evidenzia come si stia spingendo l’uso di questa medicina alternativa in paesi in via di sviluppo per la cura di malattie gravi come la malaria e l’Hiv. La ricerca non ha evidenziato alcun effetto benefico convincente di questi medicinali se non un effetto placebo dato dall’aspettativa di un miglioramento. Effetto, che non è riscontrabile nel bambino perché, soprattutto se molto piccolo, non si aspetta niente dall’assunzione di un farmaco. Secondo questo studio gli individui che scelgono un rimedio omeopatico per curarsi potrebbero mettere a rischio la loro salute, soprattutto quando questo porta a rifiutare o a ritardare l’avvio di trattamenti per i quali ci sono buone evidenze di sicurezza ed efficacia. Chi sta prendendo in considerazione l’idea di usare l’omeopatia dovrebbe chiedere prima di tutto consiglio al proprio medico curante e, anche quando si decide di utilizzare dei prodotti omeopatici, non bisogna mai smettere di assumere i farmaci prescritti.

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