E così, Pinocchio incontrò il Gatto e la Volpe…

Carissimi Amici del periodico Il Campanile vi proponiamo questo articolo per riflettere… 

Dateci le Vostre opinioni per Noi sono importantissime

Abbiamo sentito parlare molto del decreto Salva-Banche e dei risparmiatori “truffati”. Ma cosa è successo realmente? Il mese scorso il Governo ha deciso di evitare il fallimento di quattro banche, quali Banca Marche, Banca dell’Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara e di Chieti, che si trovavano in cattive acque già da tempo. Come? Con un sistema che, perlomeno per quanto io possa rammentare, non è mai stato utilizzato: invece di fare ricorso ai soldi pubblici (e quindi dei contribuenti), o a prestiti, che sarebbero poi andati ad aumentare il debito pubblico, come già successo, ci si “aggrappa” alle azioni bancarie e alle obbligazioni subordinate in cui molti hanno investito. Non tutti gli investitori sono milionari, però, e ci sono tanti privati che hanno collocato i risparmi di una vita in tal modo.

L’avranno fatto in modo consapevole? Secondo la loro opinione, sembrerebbe di no. Anzi, essi sostengono si essere stati condizionati nella scelta di impiegare tutto quello che hanno accumulato con grandi sacrifici in modo così azzardato. Sostengono di essere stati raggirati, di essere stati spinti a un investimento denominato sicuro che, poi, tanto sicuro non era.

Il motivo per cui faccio riferimento alla favola di Pinocchio è questo:

diciamo pure che questi consulenti non si siano comportati in buona fede, spinti dai propri interessi economici derivanti dalle provvigioni e dalle pressioni dei direttori che, consci della situazione non florida, secondo quanto sostenuto da qualche dipendente, facevano leva sui sottoposti per cercare di vendere più azioni possibili per salvare il salvabile; appurato ciò, mi domando: possibile che queste persone (parliamo di 130mila azionisti e 10mila obbligazionisti) non si siano fatti alcuno scrupolo ad apporre la propria firma senza leggere i moduli a loro sottoposti da questi banchieri?

Perché fidarsi (come Pinocchio, appunto) ciecamente di sconosciuti (in questo caso, il Gatto e la Volpe) senza chiedere consiglio a un familiare, a un esperto, o, comunque, come si dice, senza sentire una seconda campana? Si possono far confluire tutti, non solo una parte, i risparmi in un qualcosa che, a detta degli investitori, non sapevano nemmeno cosa fosse? Il dispiacere è tanto nei confronti di queste persone, perché credo sia difficile capire quanto si possa soffrire vedendosi scivolare dalle mani tutto ciò che si possiede, così, in un istante. Ma siamo sicuri che, anche se in una quota più piccola, un po’ di responsabilità non ce l’abbiano anche loro?

Purtroppo, al giorno d’oggi, ci si può fidare di pochi e si deve cercare sempre di tenere gli occhi aperti affinché possiamo almeno cercare di evitare spiacevoli inconvenienti come questo. Soprattutto nel nostro Paese, ad oggi, si cerca sempre di far leva sui più deboli per cercare di innalzare ancor di più i “forti” (si parla di debolezza e forza dal punto di vista economico). Come difenderci da tutto ciò, allora?  L’unico modo per tutelarci è studiare, leggere, capire, conoscere e cercare di ragionare con la propria testa, perché, ricordiamolo sempre, nessuno può curare i nostri interessi più di noi medesimi.

 

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