Un’intuizione… quasi una profezia

Correva l’anno 2006 (il 14 dicembre per la precisione), con un manipolo di amici (Mauro, Massimo e il sottoscritto) si mise in piedi uno di quei convegni di cui ancor oggi si parla e se ne ricorda il successo di pubblico e d’interesse. Beh lasciateci vantare ancora un pochino per il buon esito raggiunto e un’intuizione che ahimè ancora troppo vivida e bruciante dopo la tragedia dello scorso 13 novembre a Parigi. “RADICI D’EUROPA: RADICI CRISTIANE” incontro con Marcello Veneziani. Quasi un decennio è passato e il monito che volemmo lanciare con quella giornata, l’attenzione che cercammo di porre sul tema della radicalizzazione delle appartenenze non più legate alle vere tradizioni culturali di ciascun popolo, sembra ancora non esser stato compreso. Un estratto di quell’incontro recitava:

“La nostra civiltà, oggi, ha due nemici: uno, esterno e aggressivo, è il fanatismo islamico; l’altro, interno e dissolutivo, è il degrado della società occidentale, la nostra comune tentazione a lasciarci vivere. Un pericolo vorrebbe annientarci, l’altro vorrebbe consegnarci al Niente. Da una parte orde di fanatici, dall’altra “incivili di ritorno” in preda al piacere di dissolvere. Per salvare la civiltà non basta però indicare un nemico assoluto o, al contrario, negare che esso esista, bisogna piuttosto “riconoscere in positivo” le nostre radici, la nostra storia e la nostra anima. Una risposta, questa, sia al bellicismo di Oriana Fallaci per la quale il nemico è tutto l’Islam (immigrati inclusi), dimenticando i mali endogeni dell’Occidente, sia al pacifismo degli “europei” che pensano di poter fermare la guerra e il terrore con virtuosi sermoni e variopinti cortei.”

E proseguiva: “Se non sarà Al Qaeda, ci penserà qualcun altro proveniente da quel Sud del mondo che mastica odio verso il Nord opulento e impigrito. Non ci salveranno né la potenza militare degli Stati Uniti, sempre più gendarmi e sempre meno esportatori di diritti, né le teorie di qualche neocrociato ignaro che «un papa non può ridursi al ruolo di cappellano militare».  Non ci sono storie, siamo di fronte al baratro”. Quasi profetico non vi pare? Sarà bene che in questo tempo di Natale ciascuno di noi ci rifletta. Felice Natale e Sereno 2016.

 

Potrebbe piacerti anche Dallo stesso autore