L’essiccazione al sole: un modo tradizionale e naturale per conservare

Il fieno, i fiori secchi, le I erbe aromatiche e medicinali, noci e mandorle, sono esempi di conservazione di prodotti alimentari e non, che si compiono senza interventi di natura fisica, chimica, o di aggiunta di altri ingredienti bensì solo attraverso la riduzione del contenuto di umidità al 1012%; il tutto si traduce in un’azione microbiostatica cioè tale da impedire la vita dei microrganismi responsabili delle diverse alterazioni.

Il procedimento entro certi limiti non altera il sapore, l’aspetto ed il contenuto di vitamine e sali minerali. Il sistema piuttosto antico, fa risparmiare alcuni additivi (olio, aceto, sale, ecc.) è di facile realizzazione e permette di conservare anche per un anno cioè fino a quando la terra non ci fornisce il nuovo raccolto.

Considerato il basso costo (è sufficiente il sole d’estate), fin dai tempi antichi, molti prodotti della casa sono stati conservati in questo modo; vedi i fichi secchi, i fiori di camomilla, il peperoncino, pomodori, il mais nostrano per fare la polenta. Non dimentichiamo poi l’alimento principe dei bovini, ovini ecc. ovvero il fieno che sfama gli animali per quasi due stagioni quando manca l’erba ed a causa del clima avverso essi non possono allontanarsi dai ricoveri. L’industria abbassa il contenuto di umidità utilizzando macchine e sistemi diversi (vuoto, alte temperature, microonde, ecc.), che riducono i tempi di trattamento ma consumano tanta energia. Poiché oggi non solo dobbiamo combattere gli sprechi ma anche ridurre l’energia spesa per produrre gli alimenti, volendo rimanere nel campo della naturalità a basso costo, parleremo dell’azione del sole. Nel seguire tale metodo, è opportuno accertarsi dell’igienicità dei prodotti in partenza, usare acciaio inossidabile come contenitori e tenere il materiale ad essiccare al riparo di animali ed insetti. I tempi del trattamento sono fortemente legati al contenuto di acqua di partenza, la ventilazione del luogo, lo spessore dei materiali da essiccare. In genere, il processo va avanti senza grosse difficoltà quando durante l’estate, la temperatura si aggira intorno ai 30°C e l’umidità dell’ambiente non superiore al 50%. I prodotti di partenza non debbono essere troppo maturi (disfacimento dei tessuti, gusto di stramaturo) e nemmeno acerbi in quanto una volta essiccati gli alimenti possono presentarsi astringenti o acidi e non possedere profumi e gusti propri di quei frutti.

 

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